Volatilità in aumento

Già nei giorni scorsi abbiamo accennato al fatto che la volatilità è in aumento e lo dimostra come gli indici comincino ad essere in fibrillazione.

Il Dax Xetra soprattutto – raggiunto il livello di 13596,89 contro le aspettative di un 13809,69 – si sta dimostrando alquanto debole. Quello che è importante far notare è che con il minimo di ieri fatto al prezzo di 12971,78 lo stesso è ritornato vicinissimo al minimo di gennaio – 12745,15 – con una differenza di appena l’1,75%. Se consideriamo che a gennaio il prezzo ha formato una barra mensile in outside rialzista e anche una barra trimestrale in outside rialzista, il fatto che ora si trovi vicino al minimo del 02 gennaio 2018 ci sta dicendo che se ci fosse la rottura del bottom del gennaio si formerebbe una doppia barra trimestrale in outside ribassista, evento raro e altamente negativo.

  • febbraio 1, 2018
Osservare il passato per capire il futuro

Il ciclo dei 9 anni – pari a 108 mesi – è fondamentale per capire l’evoluzione. Ricordo che dal massimo storico del 07 marzo 2000 – 9 anni dopo – abbiamo avuto il minimo il 09 marzo 2009, e pertanto è lecito pensare che dal minimo del 09 marzo 2009, a marzo del 2018 – ancora 9 anni – si possa avere un massimo.

E’ evidente che per avere un massimo, dobbiamo vedere se il percorso prima di marzo del 2018 sia corretto e se quindi il derivato domestico si sta muovendo contrario a 9 anni prima.

  • gennaio 31, 2018
Indici americani

Per chi affronta l’analisi tecnica con piglio matematico, rimane un cruccio quando principi di Più Alto Ordine e Grado non vengono rispettati, o meglio vengono comunque rispettati ma inizialmente sembra che così non sia.

Voglio riproporre quanto scritto il 18 gennaio 2018 e pregherei di leggerlo con attenzione perché quello che è scritto rispetto gli assiomi della Gann-Theory:

  • gennaio 30, 2018
Squadratura a 23615

Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un mercato statico che ha lavorato sul target di 23790 visto che tale livello è stato raggiunto egregiamente tra venerdì 19 e lunedì 22 gennaio 2018, considerando eccessi i successivi massimi fino a 24040 e pertanto non strutturali secondo la componente del Fattore Prezzo e la componente del Fattore Tempo.

Oggi scade il quadrato di 144 unità settimanali – pari a 1008 giorni solari – dal massimo del 28 aprile del 2015 – prezzo fatto allora a 23615 – e pertanto la squadratura descritta ancora circa 1 settimana fa con il derivato domestico che si sarebbe trovato ancora a 23615 – 23660/23615 area indicata – si sta materializzando.

Ricordo che partendo dal bottom di 12270 del 24 luglio del 2012, il 61,80% del Fattore Prezzo del quadrato di 144 settimane corrisponde a 11390 punti che sommati al minimo storico di sempre porta a 23660.

  • gennaio 30, 2018
Setup settimanale

La settimana entrante si presenta di setup visto che siamo a 144 settimane dal massimo dell’aprile 2015, a 288 settimane – doppio di 144 – dal bottom storico del 24 luglio 2012 di 12270, e a 432 settimane – triplo di 144 – dal top dell’ottobre del 2009 di 24495.

  • gennaio 28, 2018
Analisi titoli FTSE SPMIB 40 II° parte

Ecco il proseguo dell’analisi dei titoli dell’Indice FTSE SPMIB40:

  • gennaio 28, 2018
La forza dell’euro

Circa 10 giorni fa avevamo detto come il future euro/dollaro avesse toccato l’angolo 1×1 discendente dal massimo dell’8 maggio 2014 di 1,3993 e passante a 1,2340 circa intercettando il target descritto ancora nel 2017 e dichiarato pubblicamente a “Le Fonti Tv” quando ogni mercoledì m’intervistano dalle ore 12:30 alle 13:00.

Sempre 10 giorni fa avevamo anche scritto un articolo apposito spiegando che la rottura dell’angolo avrebbe fatto salire la moneta unica europea fino a 1,25583, livello che è stato toccato ieri dopo le dichiarazioni del Presidente della BCE Mario Draghi, per cui nulla di nuovo sotto questo profilo.

La forza dell’euro e di conseguenza la debolezza del dollaro, stanno portando linfa vitale ai mercati americani che continuano a mietere record su record. La cosa non stupisce visto che il loro setup è fissato per il 18 febbraio del 2018 a conclusione del ciclo rialzista iniziato il 06 marzo del 2009 e rafforzato grazie alla scadenza del ciclo dei 90 mesi avvenuta a settembre del 2016 che ha spinto ulteriormente le quotazioni dopo la formazione di una barra yearly in outside rialzista verificatasi sullo Standard and Poor’s 500, evento rarissimo se si pensa che dalla nascita del Dow Jones avvenuta nel maggio del 1896 solo 6 volte si era verificato questo fatto.

  • gennaio 26, 2018
Setup il 30 gennaio

Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un inizio di uno storno con un leggero aumento della volatilità, grazie anche al fatto che il Dow Jones Industrial Average ha formato una barra giornaliera in outside ribassista con rottura prima del massimo del giorno prima e successivamente del minimo.

Il livello di 23790 è un livello che completa la struttura rialzista con eccesso fino a 24040, ma solo in presenza di setup temporali il derivato domestico può sancire delle inversioni.

  • gennaio 25, 2018
Aspettando il target sul Dax Xetra

Anche il Dax Xetra – confermando la barra settimanale in outside rialzista – ha superato il massimo del 2017 toccando il livello di 13596 punti. Ricordo che ancora a ottobre/novembre avevamo indicato un target per l’indice tedesco posizionato a 13810 punti a conclusione della struttura rialzista, e a questo punto mancano all’appello 213 punti pari all’1,56%.

  • gennaio 24, 2018
Analisi titoli FTSE SPMIB40 I” parte

Ecco l’analisi sui 40 titoli dell’indice FTSE SPMIB 40:

  • gennaio 23, 2018
Eccesso rialzista?

Che i mercati potessero proseguire al rialzo nella prima seduta di borsa di questa nuova settimana era già scontato viste le chiusure sui massimi dell’ottava scorsa e visto che avevamo indicato il periodo tra il 19 e il 22 gennaio 2018.

Inoltre il Dax Xetra di Francoforte aveva disegnato una barra settimanale in outside rialzista la scorsa settimana, e anche questo era comunque sinonimo di continuazione al rialzo.

  • gennaio 23, 2018
Storno fisiologico

Grazie ai ritracciamenti classici della sequenza di Leonardo Fibonacci noti come il 61,80% e il 38,20% siamo riusciti ad individuare il target posto tra 23755 e 23895 con punto centrale a 23790, dato che il minimo dell’8 febbraio del 2017 – quello dell’anno scorso – si posizionava sul 38,20% e quello del maggio/giugno del 2017 a 20480/20470 si posizionava al 61,80% di una struttura che partendo dal bottom del 27 giugno 2016 di 14990 chiamava appunto il target descritto e centrato venerdì 19 con top a 23800 di future perpetual.

  • gennaio 21, 2018
Considerazioni generali

Alcune considerazioni:

Lo Standard and Poor’s 500 aveva target a 2810,5070 e fatto a 2810,33. CENTRATO;

Il NASDAQ 100 presenta il suo angolo “0” che sale dal livello “0” di prezzo e tracciato in corrispondenza della data del massimo storico del marzo 2000 a 6848 e fatto a 6843,24. CENTRATO;

Il Dow Jones Indsutrial Average cresce di 14400 punti dal massimo storico del 14 gennaio 2000 di 11750,28 con target a 26150,28 e fatto a 26153,42. CENTRATO.

  • gennaio 20, 2018
NASDAQ 100

Quando il Dow Jones segnò il massimo storico il 14 gennaio 2000, fece poi il bottom il 06 marzo 2009 per una durata complessiva di 3339 giorni solari, numero che corrispondeva esattamente a 5 volte il bottom di prezzo dello Standard and Poor’s 500 a 666,79 punti – 3339 : 666,79 = 5,0075 quindi 5.

Il bottom del NASDAQ 100 è stato fatto il 21 novembre del 2008 e sommando 3339 giorni solari arriviamo al 12 gennaio 2018 con massimo fatto il 16 gennaio quindi con appena 4 giorni di differenza.

Quello che è importante notare è dove si posizionano gli angoli di Gann tracciati con il concetto della scala matematica ricavabile dalle ottave pitagoriche che riescono a determinare la vibrazione più perfetta in Natura.

  • gennaio 18, 2018
Target centrato

Con 1/3 di 144000 in termini di tempo – con la t minuscola – il derivato domestico riesce a completare il quadrato naturale di 90 unità settimanali in termini di prezzo partendo dal bottom storico di martedì 24 luglio 2012 fatto al prezzo di 12270 di future perpetual.

Osservare il grafico:

  • gennaio 18, 2018
Occhio Onniveggente

Martedì 16 gennaio 2018 siamo usciti con un report pomeridiano sul Dow Jones Industrial Average ricordando che avevamo il compleanno del primo massimo storico di questo millennio fatto il 14 gennaio 2000 al prezzo di 11750,28 di cash.

Avevamo anche spiegato che 18 anni sono 216 mesi – numero importantissimo per i pitagorici – e come dal massimo di 11750,28 sommano 14400 punti – che altro non è che 100 volte 144 o 1/10 di 144.000 numero biblico e usato per il Tempo Maya, o ancora 10 volte 1440 che solo le ore presenti in 1 giorno – si arrivava a 26150,28.

Il Dow Jones tocca infatti al millimetro tale livello – fatto a 26153,42 – e se noi dividiamo la crescita di 14403,14 in 216 mesi, il rapporto è di 66,6, quindi 1/10 di 666 che è stato il bottom del marzo del 2009 sullo Standard and Poor’s 500 – fatto allora a 666,79.

  • gennaio 18, 2018
Pronti a vendere

Giornata di riflessione quella di ieri sul derivato domestico con le quotazioni ferme in un piccolo range quasi a prendersi una pausa dopo la corsa dei giorni precedenti.

Da sottolineare che con il minimo a 23285 il derivato domestico non è sceso sotto il minimo di lunedì da dove poi si era formata la barra in outside rialzista che aveva portato il prezzo fino al massimo di 23625 punti.

Siamo sempre in attesa del top a 23790 tra venerdì 19 e lunedì 22 gennaio 2018 – giornata di setup – che chiuderebbe una prima struttura rialzista partita dopo il forte setup del 18/21 aprile del 2017, il quale aveva modificato un semplice rimbalzo dopo il bottom del 27 giugno 2016 a 14990 in un movimento strutturale che si completerà a marzo del 2018 setup mensile.

  • gennaio 18, 2018
Pazienza

Se si rilegge attentamente il report di ieri o anche quello dell’altro ieri, si è scritto che l’angolo 8×1 settimanale che sale dal minimo di 21520 di martedì 02 gennaio 2018 transitava nella giornata di martedì 16 gennaio al prezzo di 23570, mentre l’angol0 8×1 giornaliero che sale dallo stesso punto lo trovavamo a 23310.

Pertanto non stupisce che una volta toccato il livello di 23625 – e quindi incocciando contro l’angolo che ricordo essere il secondo angolo speculativo come lo definiva WDGann – il derivato domestico abbia ritracciato le quotazioni che però non hanno rotto al ribasso l’angolo giornaliero.

Ricordo che oggi dalle ore 12:30 alle 13:00 sono in televisione a “Le Fonti TV”,

  • gennaio 17, 2018
Dow Jones Industrial Average: FINE RIALZO

Il 14 gennaio del 2000 al prezzo di 11750,28 di cash il Dow Jones Industrial Average toccava il primo massimo storico di questo millennio.

Oggi 16 gennaio 2018 al prezzo di 26086,12 di cash tocca il nuovo massimo storico di sempre.

Da notare che siamo pertanto a 18 anni esatti dal massimo del 14 gennaio del 2000 e dove 18 è l’ottava parte – armonica secondo le vibrazioni delle ottave musicali o pitagoriche – di 144 numero del quadrato perfetto. Inoltre dal massimo di 11750,28 al massimo di 26086,12 la crescita è stata di 14335,84 punti, quindi numero vicinissimo a 14400 cioè 100 volte 144.

E ancora.

  • gennaio 16, 2018
Ftse Spmib 40: La lettura secondo Ralph Nelson Elliott

E’ noto che il top del marzo 2000 e quello del maggio del 2007 avevano sancito la chiusura del bull-market iniziato con il bottom storico del 22 dicembre del 1977 sull’Indice Comit Generale della durata di 22,5 anni, ovvero dello stesso tempo del bull-market che dal 1939 aveva portato al massimo del 1961.

Dal massimo del 2007 poteva pertanto iniziare solo un movimento importante la ribasso, reso manifesto dalla rottura della trend-line che partendo dal 16 settembre del 1992 – giorno della svalutazione della lira – passava per il minimo dell’ottobre/dicembre del 1995 e per quello del marzo 2003 – e bucato al ribasso a ottobre del 2008 che ci diceva chiaramente che fino al 2016 non si avrebbe avuto nessun mercato toro sul FTSE SPMIB 40.

Vediamo se la lettura delle onde secondo lo schema di Ralph Nelson Elliott collimano con la conclusione del bear-trend generazionale oppure se manca all’appello un ulteriore gamba di ribasso.

Si vuole solo ricordare, che qualsiasi fase correttiva è etichettata con le lettere A-B-C e che per esserci una nuove fase impulsiva rialzista, partendo dal minimo il movimento non può mai essere in 3 onde ma bensì in 5.

Ecco le varie ipotesi:

  • gennaio 16, 2018