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Ottobre: Rottura rialzista importante

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Il ciclo economico – più che di borsa – chiamava bottom e ripartenza nel 2016, e in questa sede tale affermazione fu scritta ancora nel 2008 quando a ottobre dello stesso anno uscimmo con l’articolo settimanale intitolato “Capitolazione” che non lasciava dubbi sulla forte rottura che fece precipitare le quotazioni azionarie fino al target atteso di 12905 di future perpetual – fatto a 12340 il 09 marzo del 2009 e 12270 il 24 luglio del 2012.

Tale rottura implicava l’inizio di una fase altamente negativa per l’economia del Paese che avrebbe toccato il fondo nel 2016 – mercato azionario che da par suo segna un 14990 di future perpetual – per poi ripartire con un ciclo positivo, e gli ultimi dati macroeconomici appena usciti ne testimoniano la bontà del ciclo stesso.

Il derivato domestico, dal minimo del 2016 inizia un faticoso rimbalzo – 5 mesi di lateralità tra fine giugno e fine novembre – e dopo una piccola fase rialzista, il prezzo era in attesa del setup del 21/24 aprile del 2017 che arrivava a 90 mesi solari dal top del 16/20 ottobre del 2009 con massimo fatto allora di 24495 e mai superato.

I setup sono trampolini di lancio, e quello di metà aprile ha spostato il future perpetual da un semplice rimbalzo ad un rialzo strutturale che chiama target minimale nell’area posta tra 23515/23895 con punto centrale tra 23685 e 23790, e su questo punto da metà maggio siamo usciti con vari articoli che sempre hanno abbracciato tale target indicato dapprima a luglio – mancato per la necessità della squadratura a 20925 puntualmente fatta – ad agosto – bassa volatilità e pochi volumi hanno fatto desistere il prezzo in allunghi significativi – e successivamente settembre – probabile ma prima costretto ad attendere una nuova squadratura a 21930 – 50% del top del 2007 di 43905 – alla data di lunedì 11 settembre a 16 anni dai noti avvenimenti del 2001.

Inoltre solo qualche settimana fa siamo usciti con una newsletter finanziaria intitolata “I perché del rialzo” in cui si mostrava chiaramente – grazie a principi matematici del tempo e del prezzo con le varie proporzioni del 61,80% e del suo inverso pari al 38,20% – come il derivato domestico sia destinato ad intercettare il target dato dal quadrato di 90 unità settimanali partendo dal bottom storico del 24 luglio del 2012 in un tempo dato da 3 volte il Fattore Tempo dello stesso quadrato di 90 unità settimanali.

Visto che questo tempo scade tra il 26 settembre e lunedì 02 ottobre 2017, in questa data siamo a 9 anni esatti dalla data del 03/06 ottobre 2008 in cui il prezzo ruppe al ribasso e in questa sede uscimmo con l’articolo “Capitolazione”, ma soprattutto ritorna questo ciclo che in passato ha mostrato la sua efficacia basti pensare al minimo del 16 settembre del 1992 – svalutazione della lira italiana – e il minimo del 21 settembre del 2001 – attentati alle Twin Towers, al massimo del 07 marzo 2000 – storico per il future perpetual a 51335 – e il minimo del 09 marzo 2009 – 12340, al bottom del 12 marzo 2003 – fine bear trend a seguito bolla della New Economy – al massimo del 14 marzo del 2012 – ultimo massimo prima del ribasso fino al bottom storico di 12270 del 24 luglio, e al massimo del maggio/giugno del 2007 con il minimo del 27 giugno del 2016 di 14990.

Tutti di 9 anni o 108 mesi o 470 settimane o 3290 giorni solari.

Ora se noi prendiamo appunto lunedì 06 ottobre del 2008, noteremo che quel giorno il derivato domestico segnò un massimo a 24990 e un minimo a 23615 – guarda caso all’interno dell’area in cui ci aspettiamo il target rialzista – e aggiungendoci 9 anni arriviamo a lunedì 02 ottobre del 2017 con il derivato domestico atteso ancora su quel prezzo.

Per avere una conferma tangibile, dividendo in 2 parti il tempo completo dal 06 ottobre del 2008 al 02 ottobre del 2017, noteremo che la metà è collocata alla data del 05 aprile del 2013 in cui il derivato domestico segnò un minimo a 14755 e un massimo a 14995, quindi ancora come prezzo quello del pavimento di 14990 del 27 giugno del 2016 da cui parte tutta la struttura rialzista che con le dovute proporzioni porta al target rialzista di 23790 circa.

Osserviamo il grafico:

In quella data dell’ottobre del 2008, il crollo del prezzo determinò un gap non ancora chiuso tra 26010 – chiusura di venerdì 03 – e 24990 – massimo di lunedì 06 – con conseguente ribasso delle quotazioni.

Ecco che per effetto della ciclicità degli eventi, l’attesa è per la rottura del livello di 23500/24000 circa con primo target a 25295 e successivamente fino alla chiusura del gap di allora per massimi da fare entro novembre del 2017 scadenza del ciclo di 90 mesi dal bottom del maggio del 2010 fatto allora a 17910 nell’anno di doppio setup yearly.

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti.