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Ftse Spmib 40: La lettura secondo Ralph Nelson Elliott

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E’ noto che il top del marzo 2000 e quello del maggio del 2007 avevano sancito la chiusura del bull-market iniziato con il bottom storico del 22 dicembre del 1977 sull’Indice Comit Generale della durata di 22,5 anni, ovvero dello stesso tempo del bull-market che dal 1939 aveva portato al massimo del 1961.

Dal massimo del 2007 poteva pertanto iniziare solo un movimento importante la ribasso, reso manifesto dalla rottura della trend-line che partendo dal 16 settembre del 1992 – giorno della svalutazione della lira – passava per il minimo dell’ottobre/dicembre del 1995 e per quello del marzo 2003 – e bucato al ribasso a ottobre del 2008 che ci diceva chiaramente che fino al 2016 non si avrebbe avuto nessun mercato toro sul FTSE SPMIB 40.

Vediamo se la lettura delle onde secondo lo schema di Ralph Nelson Elliott collimano con la conclusione del bear-trend generazionale oppure se manca all’appello un ulteriore gamba di ribasso.

Si vuole solo ricordare, che qualsiasi fase correttiva è etichettata con le lettere A-B-C e che per esserci una nuove fase impulsiva rialzista, partendo dal minimo il movimento non può mai essere in 3 onde ma bensì in 5.

Ecco le varie ipotesi:

Dal marzo 2000 al marzo del 2009 si leggono chiaramente 3 onde che possono essere elencate come onda A dal marzo 2000 al marzo del 2003, onda B dal marzo 2003 al maggio del 2007 e onda C dal maggio del 2007 al marzo del 2009.

Tuttavia tale ipotesi è già facilmente scartabile, in quanto poi dal minimo del marzo 2009, il prezzo non è ripartito in 5 onde impulsive rialziste, ma solo in 3, e quindi ciò significa che nel marzo del 2009 non si era chiusa completamente la struttura ribassista ma solo una parte di essa, conferma poi avuta con un ulteriore minimo più basso fatto a luglio del 2012 – bottom storico del derivato a 12270.

Osservare il grafico:

A questo punto potremmo quindi affermare che dal marzo 2000 al marzo del 2009 le 3 onde descritte nel grafico precedente con A-B-C, sono sempre etichettate come A-B-C ma di una grande onda A. Pertanto dal minimo del marzo 2009 significa quindi che il prezzo ha cominciato a costruire una grande Onda B che a sua volta sarà di 3 onde etichettate con A-B-C.

Osservare il grafico:

Questa ipotesi è sostenibile finché il prezzo non supera il massimo di 24175 dove è terminata la grande onda B, in quanto se manca all’appello la grande onda C, non può mai il prezzo superare il top del 2015 perché a quel punto significa solo una cosa, ovvero che la grande onda B non è ancora terminata.

Vista l’aspettativa che il prezzo rimarrà in modalità positiva fino al 19 marzo del 2018 per target minimale a 24915 e in estensione fino a 27235 di derivato domestico,  a quel punto il superamento di 24175 ci suggerisce che la grande onda B non è ancora terminata e pertanto il conteggio è il seguente osservando il grafico sotto esposto:

Questa ipotesi è molto affascinante per i motivi che si va ad esporre:

  • Un massimo di grande onda B a marzo del 2018 farebbe si che la stessa sia durata 9 anni partendo dal minimo di marzo del 2009 dove è finita la grande onda A. Pertanto avrebbe la stessa durata del tempo dei 9 anni appunto della grande Onda A ” anche se il tempo non è una prerogativa di Ralph Nelson Elliott”;
  • Un target a 27235 farebbe si che la grande onda B sia cresciuta del 38,20% della perdita della grande onda A quindi un rapporto armonico secondo i dettami del padre delle Onde.

A questo punto il prezzo sarebbe pronto per una discesa per completare l’intera correzione con la grande onda C. Lo scenario non sarebbe bellissimo, in quanto si profila un minimo inferiore a 12270 bottom del 24 luglio del 2012, visto che la grande onda C comunque per chiudere tutta la sequenza necessita di un minimo più basso.

La grande onda A avrebbe avuto un ribasso pari a 38995 punti – da 51335 a 12340 – e la grande onda C può tranquillamente perdere il 50% – rapporto armonico – della grande onda A quindi 19495 punti che sottratti dal massimo di 27235 atteso per marzo 2018 porterebbe il prezzo a 7740 ossia sul prezzo del settembre del 1992. Anche con il tempo ci sarebbe armonia. Se la grande onda A è durata 9 anni, e la grande onda C perde il 50% del prezzo, è logico pensare che lo faccia anche nel 50% del tempo quindi in 4 anni e mezzo.

Partendo dal top di arrivo del 19 marzo del 2018, 4,5 anni scadono il 19 settembre del 2022 cioè a 30 anni esatti – o 360 mesi il cerchio completo – dal settembre del 1992 – e soprattutto a chiusura del quadrato del Tempo del massimo storico su time frame mensile dell’Indice Comit Generale al prezzo di 2182,34 in scadenza il 03 dicembre del 2022.

Osservare il grafico:

Una lettura alternativa che non modificherebbe la scenario – sempre secondo i concetti espressi da Ralph Nelson Elliott – è che il massimo del maggio del 2007 sia un’onda 5 finale di un mercato toro – onda 5 in failure ovvero che non ha avuto la forza di superare il massimo del marzo 2000 che a questo punto è un’onda 3 – da dove poi è iniziata la fase ribassista che ricordo viene sempre catalogata con le lettere A-B-C.

La grande onda A inizia quindi nel maggio del 2007 e termina nel luglio del 2012, a sua volta con le sue 3 sotto-onde catalogabili con a-b-c. Poi dal minimo del luglio del 2012 e fino al marzo del 2018 la grande onda B anch’essa con le sue sotto-onde a-b-c, e dal marzo 2018 sempre la grande onda C che arriva sempre a 7740 come prezzo e tempo armonico.

Osservare il grafico:

La caduta dei mercati finanziari americani verificatasi nel 1837/1842 e nel 1929/1932 scadenziate all’incirca a 90 anni di distanza lascerebbero presagire che nel triennio 2019/2022 alla scadenza dei successivi 90 anni dalla Grande Depressione con la cabala e numerologia che confermerebbero tale ipotesi – basti pensare ai 1089 mesi numero magico che si ottiene elevando alla seconda potenza il numero massonico e biblico di 33, oltre ai 33000 giorni solari 1000 volte 33 dal periodo del secolo scorso, ma anche a profezie già verificatesi come quella di San Malachia e di Jacques de Molay, oltre alla fine del ciclo Maya – chiusura dell’età dell’oro intesa come ricchezza materiale – farebbero propendere per la fine del periodo del denaro nato nel 753 a.C. ad Egea e che sarebbe durato la bellezza di 1.000.000 di giorni solari pari a 1.440.000.000 minuti – ovvero 10.000.000 di volte 144 – con il mondo che scivolerebbe all’interno di una nuova era che sarà quella del Dare e non più dell’Avere.

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti.