Generale

Analisi del derivato domestico

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Con la chiusura annuale del 2017 al prezzo di 21853,34 di FTSE SPMIB 40, il prezzo cataloga la seconda chiusura più alta degli ultimi 10 anni – a partire quindi dal 2007 – secondo solo a quella di fine 2009 quando il prezzo si fermò a 23248,39.

Inoltre con un’apertura a inizio 2017 al prezzo di 19207,77 e una chiusura – come detto – a 21853,34 la barra annuale del 2017 si presenta come una “engulfing bullish” ovvero una candela bianca che ingloba completamente la candela nera del 2016.

Osservare il grafico chiarendo che per il concetto della candlestick analysis si considera solo il corpo o “body” determinato dal prezzo di chiusura e di apertura.

Da notare anche come il 2017 presenti una chiusura superiore al 50% del range annuale. Osservando i grafici degli ultimi 7 anni sopra esposti, si può tranquillamente osservare come ogni volta che il prezzo chiude sopra o sotto il 50% del movimento, poi l’anno successivo si ha una continuazione al ribasso – in caso di chiusura sotto – o una continuazione al rialzo – in caso di chiusura sopra – ad eccezione del 2015 quando nonostante la chiusura di fine anno avvenne sotto il 50% del movimento del 2014, l’anno successivo il prezzo salì sopra il top anziché scendere sotto il bottom.

Tutto questo per dire che quindi è implicito che nel 2018 assisteremo ad un massimo sicuramente superiore al top del 2017 di 23100, cosa già ampiamente descritta nella newsletter finanziaria uscita il giorno di Santo Stefano e intitolata ” Setup 8/12 gennaio. Bottom e ripartenza fino a marzo 2018″, in cui si spiegò minuziosamente come il derivato domestico fosse chiamato ad un minimo fino a 21145 per il giorno 11 gennaio e conseguente rialzo.

Pertanto il fatto che il prezzo abbia catalogato il minimo a 21520 il 02 gennaio e ripartenza il giorno 4, non stupisce dal punto di vista del movimento, ma casomai ha solo anticipato di 1 settimana con minimo superiore di 375 punti pari all’1,74% il tutto, e ora il prezzo è pronto a salire.

Il grafico sotto esposto mostra tutte le barre annuali dalla nascita del future perpetual avvenuta il 28 novembre del 1994:

Da notare che dalla nascita del future perpetual, sono solo 7 le date chiavi in cui il prezzo ha catalogato i massimi e minimi con relative inversioni. Queste date sono: 23/10/1995; 07/03/2000; 12/03/2003; 21/05/2007; 24/07/2012; 20/07/2015; e 27/06/2016.

Osservare la “swing-chart yearly” o time frame annuale che farà capire meglio il concetto.

Dal grafico sopra esposto si evince che la trend-line ribassista che parte dal massimo storico del 07 marzo 2000 e passante per il massimo del 21 maggio 2007, transita attualmente al prezzo di 28200 di future perpetual.

Per ritornare all’attualità, in questa sede abbiamo sempre mostrato l’importanza del ritmo dei 9 anni. Il massimo dell’11 dicembre 2017 di 22835 si poneva esattamente contrario al minimo del 05 dicembre del 2008. Da quel minimo il prezzo salì fino al 06 gennaio del 2009 – quindi per 32 giorni solari – e aggiungendo 32 giorni solari dal massimo dell’11 dicembre del 2017 si arrivava al 12 gennaio del 2018 con un minimo.

Ecco il perché dell’atteso bottom nella settimana tra l’8 e il 12 gennaio, con il prezzo che invece ha segnato il minimo il giorno 2.

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E’ importante anche dire che in un contesto di 9 anni pochi giorni di differenza sono all’interno di un naturale filtro temporale.

Nel gennaio del 2009, dopo il top del giorno 6, il prezzo scese fino al giorno 23 – quindi per 17 giorni solari – formando una barra mensile in outside ribassista rispetto a quella di dicembre del 2008.

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Ecco che – vista l’aspettativa dichiarata ancora ad aprile di un target minimale di questo rialzo posto a 23790 di future perpetual – e vista l’aspettativa di un minimo a inizio gennaio con conseguente ripartenza al rialzo come dichiarato nella newsletter finanziaria del 26 dicembre del 2017, aggiungendo 17 giorni di rialzo dal minimo del 02 gennaio 2018 – contrari per effetto del ritmo dei 9 anni – rispetto ai 17 giorni di ribasso del gennaio del 2009, il derivato domestico chiama massimo tra venerdì 19 e lunedì 22 gennaio proprio a 23790 con conseguente outside mensile rialzista su dicembre del 2016.

Sappiamo che il trend rialzista è partito con il minimo di lunedì 21 novembre 2016 al prezzo di 16025. Se tracciamo un angolo 1×1 settimanale da quel minimo, ci accorgeremo che questo arriva al prezzo di 23790 proprio per venerdì 19 gennaio 2018.

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Non solo.

Sappiamo che dopo il minimo di lunedì 09 marzo 2009 fatto al prezzo di 12340, il derivato domestico fece un poderoso rimbalzo fino al prezzo di 24495 toccato venerdì 16 ottobre 2009, tra l’altro massimo mai superato e quindi molto significativo. Se noi in prossimità di quella data ma dal prezzo del massimo storico di 51335 facciamo partire un angolo settimanale discendente 1×2 – una unità di Fattore Prezzo ogni 2 unità di Fattore Tempo – noteremo che tale angolo passa sempre a 23790 sempre per venerdì 19 gennaio 2018, toccando l’angolo 1×1 settimanale fatto vedere prima.

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E ancora.

Il top del 2015 è avvenuto il 20 luglio con massimo a 24175. Quel giorno il prezzo segnò il top appunto a 24175 e il minimo a 23790. Non è un caso che la barra che segna il massimo cataloghi proprio quel giorno il prezzo di minimo a 23790.

Ora se calcoliamo il tempo che impiega il derivato domestico per andare da 23790 del 20 luglio del 2015 – prezzo di minimo dove segna il suo massimo – al minimo del 27 giugno del 2016 di 14990, noteremo che sono 343 giorni solari – numero particolare perché trattasi di 7x7x7 o di 49 x 7. Calcolando che questo tempo siano le 3/8 di un intero o il classico 38,20%, ecco che il suo inverso – quindi 5/8 o 61,80% corrisponde tra i 555 e i 571 giorni, che sommati appunto al bottom del 27 giugno del 2016 porta a venerdì 19 gennaio 2018 ancora al prezzo di 23790.

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Altre due precisazioni sono interessanti da elencare.

Un massimo a 23790 per il 19/22 gennaio del 2018, farebbe si che siano intervallati esattamente 30 mesi dal 23790 del 20 luglio del 2015. 30 mesi è esattamente il tempo che intervalla dal minimo del 09 marzo 2009 di 12340 e quello del 13/23 settembre del 2011, o quello che dal minimo del 24 luglio del 2012 intercetta il minimo a gennaio del 2015.

Inoltre 30 mesi è esattamente 1/3 del ciclo di 90 mesi, che è quello che dal minimo del 16 settembre del 1992 – giorno della svalutazione della lira italiana – il derivato è salito fino al top storico del 07 marzo 2000.

Per il momento ci fermiamo qui.

IN OGNI CASO LA ROTTURA DEL TOP DI DICEMBRE DI 22835 E LA CONSEGUENTE FORMAZIONE DI UNA BARRA MENSILE IN OUTSIDE RIALZISTA CONTRARIO A QUANTO AVVENUTO 9 ANNI FA, PORTERA’ IL DERIVATO DOMESTICO AL TARGET MINIMALE DA SEMPRE ATTESO E DICHIARATO DI 23790 INTERCETTANDO L’ANGOLO 1X1 SETTIMANALE CHE SALE DAL BOTTOM DI 16025 DEL 21 NOVEMBRE DEL 2016 CON L’ANGOLO 1X2 SETTIMANALE DISCENDENTE DAL TOP STORICO DI 51335 E TRACCIATO IN CORRISPONDENZA DELLA DATA DI MASSIMO DEL 16 OTTOBRE 2009, IL TUTTO A 30 MESI DAL TOP DEL 20 LUGLIO DEL 2015 PARI ALLO STESSO TEMPO DEL MINIMO DI MARZO 2009 E SETTEMBRE 2011.

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti.