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Wall Street: Sempre nuovi massimi

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Ieri abbiamo assistito a nuovi massimi storici sugli indici americani con lo Standard and Poor’s 500 – l’indice più capitalizzato al mondo – che tocca i 2600 punti, e con il Dow Jones Industrial Average che supera i 23600 punti. Per non parlare degli indici tecnologici Nasdaq Composite e Nasdaq 100.

Molti si chiederanno perché non viene dato il long su tali indici e la risposta è abbastanza semplice e cioè che non si prende mai un treno in corsa.

Dopo 12 barre mensili consecutive senza che venga mai rotto il minimo del mese precedente – lo Standard and Poor’s 500 – e con il Dow Jones Industrial Average lontano solo 600/700 punti dal target indicato a suo tempo e posto a 24270,71 si capisce che non c’è un adeguato rapporto rischio/profitto, per cui dobbiamo attendere il setup di Tempo per lavorare in inversione.

Il tempo si pone a febbraio del 2018 – giorno esatto il 18 – e quello sarà il giusto punto di equilibrio Prezzo/Tempo per vendere gli indici americani. La chiusura al 31 dicembre del 2107 delle barre mensili, trimestrali, semestrali e annuali, di diranno poi come si porrà il prossimo anno.

  • novembre 22, 2017
Squadratura del prezzo oggi a 21970

La debolezza che avevamo paventato per la giornata di ieri si è manifestata tale se si pensa che il derivato domestico continua a rimanere imbrigliato tra il supporto angolare – 1×1 che sale dal minimo di 16025 di lunedì 21 novembre 2016 – e la resistenza di 22210 – minimo di lunedì 13 novembre scadenza ciclica degna di nota derivante dal fatto che dal minimo del 30 settembre del 2016 di 15855 al minimo del 18 aprile del 2017 di 18990, replicando i giorni di contrattazione di borsa partendo dal 18 aprile questi scadevano appunto il 13 novembre – come peraltro scritto.

  • novembre 21, 2017
Il ciclo di 90 mesi e le barre mensili in outside

Il fallimento di Lehman Brothers avvenuto tra settembre e ottobre del 2008, ha portato ad un crollo verticale di tutti i mercati mondiali i quali hanno segnato il loro bottom nel marzo del 2009 a 9 anni esatti dai top storici di inizio millennio.

Anche il derivato domestico non si è sottratto a tale condizione e il minimo è stato fatto lunedì 09 marzo 2009 al prezzo di 12340 di future perpetual.

Da quel minimo altri 2 sono stati i punti salienti del prezzo, ovvero il massimo del 16 ottobre del 2009 di 24495 – non ancora superato – e successivamente il triplo minimo del maggio/giugno del 2010 al prezzo di 18000 circa fatto inoltre nell’anno del doppio setup yearly.

Sappiamo che il ciclo primario della Gann-Theory si basa sul ritmo delle 90 unità temporali, e quindi stiamo parlando dei 90 mesi dal minimo del marzo 2009, dal massimo dell’ottobre dello stesso anno, e dal triplo minimo del maggio/giugno del 2010.

I 90 mesi dal marzo del 2009 scadevano a settembre del 2016, quelli dall’ottobre del 2009 scadevano ad aprile del 2017, mentre i 90 mesi dal maggio/giugno del 2010 stanno scadendo adesso e cioè tra novembre e dicembre del 2017. Si vuole far notare da subito come la scadenza di questo ciclo di 90 mesi abbia sempre portato alla formazione di una barra mensile in outside – ovvero esterna alla precedente – e ciò non può essere un caso, e il fatto che il prezzo formi una barra in outside – quindi con un minimo e un massimo – lascia aperta poi la soluzione che il ciclo dei 90 mesi possa essere scaduto o con il massimo o con il minimo.

  • novembre 19, 2017
Prezzo nel limbo

L’abandoned child – o bambino abbandonato – si è materializzata sull’indice tedesco Dax, anche se nella giornata di mercoledì il corpo – per corpo s’intende il prezzo di apertura e di chiusura – non è perfettamente una doji – ovvero coincidenti – e questo allontana il concetto di “bambino”. Tuttavia l’indice della borsa di Francoforte ha lasciato sia il gap nella discesa, che nella salita del giorno dopo.

Il derivato italiano invece ha provato a maturare la stessa condizione, ma nel giro di pochi minuti il ripiegamento del prezzo ha cancellato questa opportunità.

Tutto questo finché gli indici americani continuano a macinare nuovi record storici, cosa che non sorprende sia per la negazione del setup mensile di ottobre, e sia per il semplice fatto che il Dow Jones Industrial Average deve arrivare a 24270,71 entro il 18 febbraio del 2018 condizione Prezzo/Tempo già espressa nel lontano marzo del 2016.

  • novembre 17, 2017
Abandoned Child?

Sappiamo che il setup mensile era quello di settembre del 2016 – 90 unità temporali dal minimo di marzo del 2009 – e sappiamo che il ciclo che parte con il minimo appunto del 30 settembre del 2016, si chiudeva ad aprile del 2017 – forte setup del 21/24 aprile – il quale replicato portava appunto a lunedì 13 novembre.

Questo per quanto riguarda i giorni di contrattazione di borsa come fatto vedere nella newsletter finanziaria di sabato pomeriggio.

Se prendiamo i giorni solari, partendo dal minimo del 30 settembre e fino al 24 aprile del 2017 abbiamo 206 giorni – (31 ottobre + 30 novembre + 31 dicembre + 31 gennaio + 28 febbraio + 31 marzo + 24 aprile) – che replicati portano appunto a oggi giovedì 16 novembre 2017 – (6 aprile + 31 maggio + 30 giugno + 31 luglio + 31 agosto + 30 settembre + 31 ottobre + 16 novembre). Inoltre visto che l’angolo 1×1 giornaliero – secondo i dettami matematici della Gann-Theory e dei concetti Pitagorici – viene tracciato dal minimo di lunedì 21 novembre del 2016, da allora e fino a oggi siamo a 360 giorni quindi il cerchio completo, definito ovviamente il “cerchio della vita” visto che noi invecchiamo grazie a questo tempo ossia al tempo che impiega il nostro Pianeta per girare attorno al proprio Astro.

  • novembre 16, 2017
Angolo 1×1 supporto primario

Il minimo fatto a 22185 di derivato domestico – quindi sotto il livello di 22215 di lunedì 13 novembre – ci ha fatto chiudere il contratto long, ma non ha modificato l’aspettativa del rialzo.

Infatti non si deve mai confondere l’operatività dall’analisi tecnica.

Nel primo caso lo stop loss è necessario sia per proteggere il capitale e sia per avere sempre un adeguato rapporto rischio/rendimento, mentre nel secondo caso solo la rottura di determinate rette o angoli portano al cambiamento di tendenza.

  • novembre 15, 2017
Target a 23790 confermato

Nella nostra newsletter finanziaria di fine settimana, avevamo fatto vedere come il ciclo in scadenza chiamava minimo tra venerdì 10 e lunedì 13 novembre 2017, e il fatto di vedere un minimo appunto nella giornata di ieri nasceva anche in virtù della barra settimanale dell’ottava precedente che si era formata in outside ribassista con conseguente conferma per l’ottava entrante e quindi con minimo da fare lunedì 13 a conferma del ciclo stesso.

E’ noto che il mese di novembre è mese di setup cadendo a 90 mesi solari dal minimo di maggio del 2010 e il top fatto a 23100 avrebbe già soddisfatto questa condizione, ma un’analisi più attenta e minuziosa ci dice quanta memoria ha il prezzo. Vediamo il perché.

Il 07 maggio del 2010 il derivato domestico segna il minimo a 17910 e 90 mesi solari dopo il derivato domestico segna il massimo a 23100.

  • novembre 13, 2017
Settimana decisiva per il rialzo

Nella nostra ultima newsletter finanziaria abbiamo visto come un importante ciclo che parte dal minimo del 30 settembre del 2016 – che ricordo essere stato mese di setup cadendo a 90 unità mensili dal bottom del 09 marzo 2009 di 12340 – sia perfettamente in linea sia con il minimo del forte setup del 21/24 aprile del 2017 – quello che ha portato il prezzo da un semplice rimbalzo fino ad un movimento strutturale rialzista – che con il setup di questi giorni – minimo fatto proprio tra giovedì e venerdì scorso.

Il prezzo non ha ancora completato la sua struttura al rialzo – target a 23790 dichiarato oramai da mesi – e soprattutto come l’angolo 1×1 che sale dall’ultimo minimo da dove poi è partito l’impulso rialzista e cioè quello di lunedì 21 novembre 2016 al prezzo di 16025 sia ancora intatto dato che non è mai stato rotto al ribasso.

  • novembre 13, 2017
Ciclo in scadenza

Il mese di settembre del 2016 è stato un mese di forte setup visto che questo cadeva a 90 unità mensili dal bottom del marzo 2009.

In quel mese il derivato domestico segnò un massimo a 17405 e un minimo a 15855 andando a ritestare il minimo dell’altrettanto forte setup del mese di febbraio del 2016 fatto a 15765 e confermando come “non strutturale” il minimo più basso fatto lunedì 27 giugno 2016 a 14990 di future perpetual.

Da quel setup il prezzo si è interrogato per mesi se lo stesso fosse scaduto con il massimo di 17405 o con il minimo di 15855, dato che i mesi successivi di ottobre e novembre furono inside rispetto agli estremi del nono mese solare dell’anno scorso, e solo dal 06 dicembre – su superamento del livello di massimo di 17405 – il derivato sancì che il 90° mese solare che arrivava dal bottom del marzo 2009 era scaduto con il minimo di 15855.

Pertanto da quel minimo, il prezzo avrebbe incontrato un altro forte setup nel mese di aprile di quest’anno visto che questo arrivava a 90 mesi dal massimo del 16 ottobre del 2009 fatto al prezzo di 24495 e mai superato dal nostro future perpetual.

  • novembre 11, 2017
Fiducia nel rialzo

La giornata di ieri ha presentato uno storno marcato nonostante i titoli bancari abbiano dimostrato una discreta forza. In tal senso dobbiamo infatti dire che Unicredit dal minimo del giorno prima di 15,98 euro per azione, è salita fino ad un massimo di 16,93 con un incremento in 1 solo giorno del 5,94%.

Il derivato pertanto va a ritestare il livello di 22575 circa e si trova ora vicino all’angolo 1×1 settimanale che sostiene il trend da oramai 1 anno circa.

Si vuole sottolineare come dal minimo dell’11 agosto di 21315 siano passati 90 giorni solari – oggi siamo al 91° che sono poi esattamente 13 settimane – e se a questo fatto del ciclo classico delle 90 unità temporali – ci aggiungiamo che siamo anche sul 7° setup naturale che arriva a 45 giorni solari circa dall’equinozio di autunno, la giornata di oggi che si pone anche come chiusura settimanale riveste una notevole importanza.

  • novembre 10, 2017
Segnale long entrato

Nella newsletter di ieri pomeriggio pubblicata alle ore 14:22 abbiam ribadito fortemente come il supporto posto nell’area 22665/22575 era quasi doveroso che il derivato domestico lo andasse ad intercettare. Era infatti ancora da fine ottobre che si scriveva che con la squadratura a 22575 il prezzo era maturo poi per salire fino a 23790.

Fatta poi lunedì 30 ottobre – minimo a 22595 – ma mancando una flessione fisiologica dopo ben 11 tornate di borsa senza che il prezzo scendesse sotto il minimo del giorno prima, abbiamo aspettato pazientemente che tale supporto venisse intercettato per poter avere un adeguato rapporto rischio/profitto.

  • novembre 9, 2017
Angolo di supporto sul future FTSE SPMIB 40

Dopo 352 giorni solari dal minimo di lunedì 21 novembre del 2016 al prezzo di 16025, il derivato domestico continua a tenere l’angolo 1×1 – o angolo della vita come lo definiva William Delbert Gann – che dimostra la perfezione armonica tra la componente Prezzo e la componente Tempo, visto che solo il suo abbandono comporterebbe il cambiamento di trend in atto. Tale angolo passa mercoledì 08 novembre 2017 al prezzo di 2046o su time frame settimanale e a 22170 su time frame mensile.

Da notare che la differenza tra il 22170 – angolo 1×1 mensile – e 16025 – partenza al rialzo del 21 novembre dell’anno scorso – è di 6145 punti che è esattamente il 50% del bottom storico di 12270 – 6145 x 2 = 12290 – fatto martedì 24 luglio 2012 ovvero oramai 64 mesi fa.

Il grafico sotto esposto mostra chiaramente come il bull-trend sia vivo e attivo.

  • novembre 7, 2017
Unicredit sul supporto

Con un minimo a 16,09 fatto in intraday, il titolo Unicredit tocca il supporto principale posto a 16,12 euro per azione corrispondente al 61,80% tra il massimo del marzo del 2016 di 20,71661 e il minimo del 2016 fatto il giorno 7 luglio al prezzo di 8,5342 come da grafico sotto riportato.

La struttura continua ad essere rialzista, anche se tra tutti i titoli bancari lo stesso continua a dimostrare più debolezza degli altri, ma dal massimo del 28 settembre al prezzo di 18,25, lo stesso ha fatto due “gambe” o “sezioni” di ribasso lunghe uguali che confermerebbero la bontà del supporto stesso. Infatti da 18,25 c’è stato un prima ribasso fino a 16,57 fatto il 19 ottobre con una perdita di 1,68 euro per azione. Dal successivo rimbalzo che ha portato le quotazioni fino al prezzo di 17,79 fatto il 26 ottobre 2017, se noi ci mettiamo un’altra sezione pari a 1,68 euro sottraendola appunto da 17,79 arriviamo a 16,11 e lo stesso ieri ha fatto 16,09.

  • novembre 7, 2017
In attesa di un piccolo ripiegamento sull’indice FTSE SPMIB40

Con ieri sono 10 le candele giornaliere sul derivato senza uno storno ovvero che venga rotto il minimo del giorno prima. Se prendiamo l’ultimo minimo di 21970 e arriviamo al nostro target di 23790 i punti di differenza sono 1820. Il 61,80% di 1820 corrisponde a 1125 che sommati al minimo di 21970 portano a 23095 livello in sostanza raggiunto ieri.

Ora ipotizzando uno storno fisiologico del 38,20% del rialzo di 1125 punti già fatto, tale storno corrisponderebbe a 430 punti che sottratti dal massimo di ieri porterebbero il derivato a 22665 che è esattamente l’area di acquisto indicata nella newsletter finanziaria di ieri. Inoltre la differenza tra il minimo di 21970 e il livello di 22665 pari a 695 punti, a sua volta corrisponde al 38,20% dei 1820 punti. che come detto sopra è la differenza tra il minimo di 21970 e il target di 23790.

A quel punto sommando un’altra sezione o campagna – come la definiva WDGann – di 1125 punti – ovvero esattamente uguale a quella che da 21970 ha portato il derivato domestico ad intercettare il massimo a 23090 ieri – dal livello di 22665, arriviamo esattamente al target di 23790.

  • novembre 3, 2017
Pronti a comperare

Come volevasi dimostrare, ancora una volta la chiusura sui massimi della barra – in questo caso mensile – ha portato ad una immediata prosecuzione al rialzo con l’apertura del nuovo mese solare, l’11esimo di questo 2017 che verrà ricordato come quello con la più bassa volatilità di sempre.

Appurato che i primi target sono 2667,16 per lo Standard and Poor’s 500 – l’avevamo già detto che era l’ultima resistenza corrispondente al 300% dal bottom di 666,79 – che il Dow Jones ha un primo livello posto a 23650 circa per poi arrivare a 24270,71 e che il Nasdaq 100 può salire ancora – scritto nel report di ieri – non stupisce ne il Dax Xetra – sopra 13121 target attorno ai 13800/13850, ne il derivato domestico che ieri per la prima volta supera la quota di 23000 punti ritornando sui livelli che non si vedevano dal 20 agosto del 2015.

Da segnalare che con il massimo di 22615 l’indice della borsa di Tokyo – Nikkey 225 Index che oggi è la seconda borsa al mondo per capitalizzazione – tocca livelli di prezzo che mancavano dal lontano giugno del 1996 quindi più di 21 anni fa, ma come scritto in un’analisi dettagliata del mese scorso, la resistenza posta tra 22500 e 22800 sarà molto faticosa da rompere al primo tentativo, visto che manca dalla parte del prezzo la condizione fondamentale del tempo in scadenza nel 2018.

  • novembre 2, 2017
Analisi statistica

Oggi è l’ultimo giorno del mese solare di ottobre e di conseguenza anche l’ultimo giorno di contrattazione di borsa del decimo mese di quest’anno solare.

Per capire come il 2017 sia l’anno con la più bassa volatilità e con delle escursioni di range veramente risicate, basti pensare che l’Indice Eurostoxx 50 in questo mese si è mosso in appena 90 punti pari al 2,40%. Il 2,40% è il range mensile più basso degli ultimi 20 anni (240 mesi) in termini percentuali, mentre 90 punti corrisponde al 3° range mensile più basso – sempre degli ultimi 20 anni – dietro a gennaio del 2005 e a febbraio del 1998.

Se prendiamo il Dax Xetra di Francoforte, in questo mese l’oscillazione è stata di 399 punti pari ad un 3%. Ebbene a livello di percentuale è anch’esso il più basso degli ultimi 20 anni alla pari con il gennaio del 2013 e del giugno del 2014. A livello di punti ci sono all’incirca 20 barre mensili più “strette” di questa, ma bisogna dire che fino a pochi anni fa lo stesso indice quotava meno della metà dei punti attuali.

L’indice italiano FTSE SPMIB40 con 878 punti risulta invece il 6° mese più piccolo di sempre dietro a febbraio 2004 (720 punti), giugno 2017 (734), agosto 2017 (736), gennaio 2005 (794) e ad aprile del 1999 con 800 punti. Il fatto che su 6 range così piccoli ben 3 – quindi il 50% – siano di quest’anno solare è sintomatico di come quest’anno verrà ricordato per la pochezza dei suoi movimenti.

  • ottobre 30, 2017
Movimenti inusuali

Venerdì abbiamo assistito a dei movimenti inusuali, non tanto nelle percentuali di salita o di discesa di indici e titoli quanto proprio dal punto di vista dell’analisi tecnica.

Se da una parte sappiamo che il nostro future è in attesa della squadratura a 22575 da farsi in questi giorni – ed ecco spiegato il motivo che dopo il nuovo massimo dell’anno a 22870 fatto giovedì 26 ottobre abbiamo assistito al naturale ripiegamento nella giornata di venerdì 27 visto che finché il Tempo non è maturo il movimento di prezzo non può partire – dall’altra indici come lo Standard and Poor’s 500 o il titolo Unicredit hanno disegnato della barre rare da vedere.

Spieghiamo il perché.

  • ottobre 30, 2017
Short sul Nasdaq

Andiamo per ordine.

Il setup di domenica 22 ottobre 2017 è risaputo che fosse inerente solo per lo Standard and Poor’s 500, e puntualmente l’indice suddetto segna il suo massimo al primo minuto di lunedì 23 visto che la domenica il mercato è chiuso.

RISULTATO: PERFETTO.

Il Dow Jones ha l’angolo mensile 1×1 che saliva dalla sua nascita datata 26 maggio 1896 e dal minimo storico di sempre datato 08 agosto dello stesso anno che passa tra 23292,48 e 23312. Top fatto a 23485,25. La differenza è di 173,25 punti pari allo 0,74%. E’ evidente che un angolo che determina la massa psicologica da più di 121 anni non lo possiamo definire bucato solo per uno 0,74% di rottura quando WDGann era solito mettersi uno stop loss all’incirca del 3%. Inoltre avevamo dichiarato che essendo un angolo mensile dovremmo capire la chiusura monthly di martedì 31 ottobre 2017.

  • ottobre 25, 2017
Le 777.000 ore del Dow Jones

Sembrerà strano – ma non lo è per chi segue la Gann-Theory – come gli indici americani si muovano a velocità diverse. Infatti niente di strano visto che ogni indice o titolo o commodities presenta una propria struttura di prezzo e di tempo.

Lo Standard and Poor’s – che aveva il suo forte setup domenica 22 ottobre 2017 – segna il massimo al primo minuto di lunedì 23 e da lì scende disegnando una engulfing bearish secondo l’analisi della candele giapponesi – ovvero una barra negativa che ingloba dentro il suo corpo, e per corpo s’intende il prezzo di apertura e di chiusura giornata, la barra bianca del giorno prima, mentre il Dow Jones che non presentava setup di rilievo ma solo un angolo di prezzo di lunghissimo periodo continua a salire visto che il suo target – dichiarato ancora a marzo del 2016 – si pone a 24270,71 con il 23300 che era solo una resistenza intermedia.

E che dire del NASDAQ 100 anticipatore di tutti gli altri indici che non trova più la forza di salire sopra la resistenza di 6133 punti?

Osserviamo il grafico:

  • ottobre 24, 2017
Lateralità fino a lunedì. Poi movimento direzionale

E’ risaputo come la Gann-Theory fondi i suoi assiomi sul ciclo delle 90 unità temporali, ed è noto come generalmente questo si presenti contrario al punto di partenza, nel senso che se si parte da un minimo è altamente probabile che scada con un massimo e viceversa se si parte da un massimo è altamente probabile che scada con un minimo.

Il forte setup del 21/24 aprile del 2017 era stata individuato grazie alla scadenza delle 90 unità temporali mensili dal top del 16/20 ottobre del 2009 quando il future perpetual intercettò il massimo a 24495 e a oggi ancora invariato.

Osservare il grafico:

  • ottobre 23, 2017