Generale

Riapertura mercati finanziari americani

Nella giornata di ieri – complice la chiusura dei mercati finanziari americani per la festività del Presidents’ Day – abbiamo assistito ad una giornata priva di volumi e di vivacità, cosa che capita sempre quanto manca la guida di Wall Street.

Ne è uscita pertanto una giornata in cui il prezzo ha oscillato tra il 22860 – senza riuscire a superare il massimo della settimana precedente fatto a 22865 – e fino a 22575 circa – quindi sul top del 09 giugno del 2014 quando il prezzo segnò il massimo nell’anno del triplo setup yearly.

  • febbraio 20, 2018
Wall Street? Ancora e solo bull-market

„Quando vedo una bella dimostrazione dico che viene direttamente dal Libro. Dio possiede un Libro transfinito, che contiene tutti i teoremi e le loro dimostrazioni, e se è ben intenzionato nei loro [dei matematici] confronti, mostra loro il Libro per un momento. Potrai anche non credere in Dio, ma devi credere che il Libro esiste.“

Questa citazione di Paul Erdos il quale è stato uno dei matematici più prolifici ed eccentrici della storia lavorando e risolvendo problemi legati alla teoria dei grafi, combinatoria, teoria dei numeri, analisi, teoria dell’approssimazione, teoria degli insiemi e probabilità, ci dice come il Tutto è stabilito da livelli di Più Alto Ordine e Grado.

E’ noto come nel marzo del 2016 in questa sede si scrisse che Wall Street sarebbe salito fino al setup primario del mese di febbraio del 2018 per target a 24270,71 di Dow Jones Industrial Average. Questo perché partendo dal minimo del 06 marzo 2009 al prezzo di 6469,95 punti e prendendo il bottom del 24 agosto 2015 con prezzo a 15370,33, replicando tale range si arrivava appunto a 24270,71.

In sostanza il minimo del 24 agosto 2015 di 15370,33 si trova esattamente al 50% della struttura.

Osserviamo il grafico:

  • febbraio 16, 2018
22675 Centrato.

Il livello di 22675 è un livello che avevamo descritto ancora nella newsletter di domenica pomeriggio, per cui 4/5 giorni prima.

Tale livello era calcolabile per il semplice fatto che dopo la squadratura a 22990 attesa per il 7/8 febbraio 2018 e fatta a 23000, considerando quello il 38,20% di una struttura che sale dal minimo di 21315/21325 dell’11/29 agosto 2017 e fino al top di 24040 del 23 gennaio 2018, portava che il suo 50% si poneva proprio a 22675.

Osserviamo il grafico:

  • febbraio 15, 2018
Supporto confermato

Solo nella giornata di ieri siamo usciti con una newsletter intitolata “Attenzione ai supporti” e il mercato puntualmente ci ha dato ragione.

Ricordo infatti il setup di minimo della scorsa ottava e soprattutto il setup di minimo di martedì 06 febbraio 2018 fatto al prezzo di 21910 di future perpetual, bucato in modalità – possiamo dire “Non Strutturale” – venerdì 09 febbraio tra le ore 19:00 e le ore 20:00 e in ogni caso sempre all’interno della stessa settimana borsistica di setup.

Ieri il derivato domestico scivola nuovamente a ritestare il supporto di 21910 fatto nel setup di martedì 06 febbraio 2018 – toccato a 21895 quindi con soli 3 tick di differenza – e da quel minimo – quindi supporto in cui si doveva fare molta attenzione – il prezzo è risalito formando una barra giornaliera in outside rialzista.

Il grafico sotto esposto mostra come si è comportato il prezzo sul grafico orario.

Si noterà che il minimo è quello di 21910 del 06 febbraio 2018, poi nell’ora che va dalle ore 18:00 alle ore 19:00 di venerdì 09 febbraio il derivato segna il minimo a 21920 – quindi senza bucare il 21910 del 06 febbraio 2018. Nell’ora successiva – quella tra le 19:00 e le ore 20:00 – il derivato scivola fino a 21735 ma la chiusura oraria avviene proprio al prezzo di 21910 – quasi a dirci che al rottura è stata “Non Strutturale” perché non confermata in chiusura. L’ora ancoe dopo – quella dalle 20:00 fino alla fine della giornata – segna il minimo ancora a 21910.

Ieri poi a 21895 ulteriore conferma della bontà del setup di martedì 06 febbraio 2018 al prezzo di 21910.

  • febbraio 14, 2018
Attenzione ai supporti

L’indice Comit Generale, nella giornata di ieri scende sotto il minimo di gennaio – quello che per il derivato domestico corrisponde a 21520 punti – fatto martedì 02 gennaio 2018.

A differenza del future perpetual, lo stesso indice i primi di gennaio non scese sotto il minimo del trimestre precedente – 1/10-31/12 – bottom a 1287,75, dato che il minimo segnato nella prima giornata di contrattazione di borsa dell’anno in corso è stato di 1288,98 punti.

Ciò significa che non c’è una doppia barra trimestrale in outside ribassista, ma ciò non toglie che la rottura del minimo di gennaio, sancisce – per il momento – che il top fatto a 1397,71 – corrispondente al 24040 di derivato domestico – non verrà superato tanto facilmente.

  • febbraio 14, 2018
Attesa per lunedì 19 febbraio 2018

La barra giornaliera di reversal registrata dagli indici americani nell’ultima seduta della scorsa ottava, è stata confermata grazie al rialzo della prima giornata di questa settimana, che ha impresso un ottimo rimbalzo anche sugli indici europei.

Vista l’enorme oscillazione della scorsa settimana, non si esclude che in questa ottava il prezzo rimanga in inside – ovvero interno – agli estremi scorsi che ricordo sono stati 23100 di massimi e 21735 di minimo sul nostro derivato domestico.

  • febbraio 13, 2018
Analisi sui mercati finanziari

Ecco una breve analisi sui mercati finanziari:

  • febbraio 11, 2018
Considerazioni sull’ottava borsistica appena conclusasi

l’Indice della volatilità – meglio conosciuto come Vix o indice della paura – ha toccato nella settimana appena conclusasi i livelli di 40 punti circa ovvero gli stessi che furono toccati nella settimana dei noti avvenimenti dell’11 settembre del 2001.

Solo a fine gennaio uscimmo con un apposito report intitolato “Volatilità in aumento” e questo perché la stessa è ciclica e si ripete nel tempo – t minuscola – in funzione della condizione Tempo – T maiuscola – visti i principi di Più Alto Ordine e Grado.

  • febbraio 10, 2018
144000. Ostacolo da vincere

E’ noto come il numero 144000 – 1000 volte 144 quadrato perfetto – numero biblico – ricordo le 12 Tribù d’Israele pari a 12000 persone per ogni Tribù o presente nell’Apocalisse di Giovanni – numero Maya utilizzato per il conteggio della precessione degli equinozi, e numero dell’Antico Egitto tant’è che la Grande Piramide era ricoperta da 144000 lastroni di granito bianco, sia un numero se vogliamo magico che influenza notevolmente la psicologia di massa la quale poi si riversa sui mercati finanziari.

Il 14 febbraio del 2018 – giorno di San Valentino – a 89 anni – numero di Fibonacci dalla strage di San Valentino perpetrata da Al Capone – saranno passate 144000 ore solari dai noti avvenimenti dell’11 settembre del 2001. Tale data arriva in concomitanza con il forte setup del 18 febbraio del 2018 sul Dow Jones Industrial Average in cui in questa sede ancora a marzo del 2016 scrivemmo che lo stesso si sarebbe trovato al prezzo di 24270,71 punto focale di tutto il rialzo partito con il bottom del 06 marzo 2009, giorno in cui lo Standard and Poor’s 500 toccò il livello di 666,79 – 666 numero anch’esso biblico e esoterico.

  • febbraio 8, 2018
Setup confermato: Prossimo appuntamento importante domenica 18 febbraio 2018

So di per certo che chi mi segue legge attentamente le mie analisi, ma – e chiedo scusa in anticipo – rileggere quello CHE è stato scritto qualche giorno prima aiuta sempre.

Top atteso tra il 19 e il 22 gennaio a 23790, poi calo fino al 5/6/7 febbraio 2018; CENTRATO

Dow Jones pronto al ribasso per la sua numerologia; CENTRATO

NASDAQ 100 a contatto con l’angolo “0” o 1×1 mensile dal lontano marzo 2000; CENTRATO

Dax Xetra a 13809 e fatto a 13596. CENTRATO

Future euro/dollaro a 1,25583 e fatto a 1,25500; CENTRATO

Squadratura a 23660/23615 per il 30 gennaio grazie alla scadenza del quadrato di 144 settimane; CENTRATA

Evento astronomico unico con la SuperLuna – più grande del 14% del solito a causa del perigeo – con eclissi totale e seconda luna piena del mese di gennaio. Eventi unici che Gann considerava come punti di svolta; CENTRATO

Non solo.

  • febbraio 7, 2018
In attesa dell’inversione al rialzo

Con minimo a 12622,44 di cash e a 12605 di future, il Dax Xetra di Francoforte intercetta il bottom atteso a 12617,0692 formando pertanto una doppia barra trimestrale in outside ribassista, evento che – analizzando le 80 barre a partire dal 1° gennaio del 1998 – mai si era verificato.

Anzi. Tutte le altre volte – solo 5 – che in questi 20 anni l’indice aveva formato una barra trimestrale in outside – ribassista o rialzista – sempre era stata confermata nel trimestre precedente, per cui in questo trimestre, l’indice tedesco non solo ha costruito la doppia barra – come sopra accennato – ma per la priva volta non ha confermato la stessa barra trimestrale in outside rialzista avendola – chiaramente – già negata.

  • febbraio 5, 2018
Analisi sul derivato domestico

Il top storico del marzo 2000 – fatto martedì 07 al prezzo di 51335 di future perpetual – ha chiuso un bull-market partito il 22 dicembre del 1977 – bottom storico sull’Indice Comit Generale – della durata di 22 anni e mezzo circa, pari allo stesso bull-market che partito nel 1939 si chiuse tra il 1960 e il 1961.

Ecco che, così’ come dal 1961 iniziò un bear-trend della durata di 16 anni fino al minimo del 1977, i 16 anni dal top del 2000 portavano ad una caduta delle quotazioni fino al 2016, cosa che puntualmente si è verificata grazie al top del maggio del 2007 e alla rottura nel settembre/ottobre del 2008 della trend line che sosteneva il bull-market dal settembre del 1992 – periodo della svalutazione della lira italiana.

Il minimo fatto a 14990 il giorno 27 del mese di giugno dell’anno 2016, ha prodotto una ripartenza del derivato domestico, che superato il setup mensile di gennaio del 2017, incontrava nella sua strada il successivo ciclo temporale tra il 21 e il 24 aprile – bottom il giorno 18 a 18990 – da dove il future ha confermato la strutturalità rialzista per target a 23790 raggiunto nella finestra di setup tra il 19 e il 22 gennaio 2018.

  • febbraio 3, 2018
Il ciclo sui tassi

L’Euribor (acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee.

L’Euribor viene utilizzato come tasso medio applicato da primari istituti di credito per operazioni a termine effettuate sul mercato interbancario (con controparte altri primari istituti di credito) con scadenza una, due e tre settimane, e da uno a dodici mesi. L’Euribor varia solamente in funzione della durata del prestito e non dipende dall’ammontare del capitale.

La nascita dell’Euribor è avvenuta, contestualmente a quella dell’Euro, il 1º gennaio 1999; più precisamente il primo tasso Euribor è stato definito il 30 dicembre 1998, con validità dal 4 gennaio 1999.

  • febbraio 3, 2018
Volatilità in aumento

Già nei giorni scorsi abbiamo accennato al fatto che la volatilità è in aumento e lo dimostra come gli indici comincino ad essere in fibrillazione.

Il Dax Xetra soprattutto – raggiunto il livello di 13596,89 contro le aspettative di un 13809,69 – si sta dimostrando alquanto debole. Quello che è importante far notare è che con il minimo di ieri fatto al prezzo di 12971,78 lo stesso è ritornato vicinissimo al minimo di gennaio – 12745,15 – con una differenza di appena l’1,75%. Se consideriamo che a gennaio il prezzo ha formato una barra mensile in outside rialzista e anche una barra trimestrale in outside rialzista, il fatto che ora si trovi vicino al minimo del 02 gennaio 2018 ci sta dicendo che se ci fosse la rottura del bottom del gennaio si formerebbe una doppia barra trimestrale in outside ribassista, evento raro e altamente negativo.

  • febbraio 1, 2018
Osservare il passato per capire il futuro

Il ciclo dei 9 anni – pari a 108 mesi – è fondamentale per capire l’evoluzione. Ricordo che dal massimo storico del 07 marzo 2000 – 9 anni dopo – abbiamo avuto il minimo il 09 marzo 2009, e pertanto è lecito pensare che dal minimo del 09 marzo 2009, a marzo del 2018 – ancora 9 anni – si possa avere un massimo.

E’ evidente che per avere un massimo, dobbiamo vedere se il percorso prima di marzo del 2018 sia corretto e se quindi il derivato domestico si sta muovendo contrario a 9 anni prima.

  • gennaio 31, 2018
Indici americani

Per chi affronta l’analisi tecnica con piglio matematico, rimane un cruccio quando principi di Più Alto Ordine e Grado non vengono rispettati, o meglio vengono comunque rispettati ma inizialmente sembra che così non sia.

Voglio riproporre quanto scritto il 18 gennaio 2018 e pregherei di leggerlo con attenzione perché quello che è scritto rispetto gli assiomi della Gann-Theory:

  • gennaio 30, 2018
Squadratura a 23615

Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un mercato statico che ha lavorato sul target di 23790 visto che tale livello è stato raggiunto egregiamente tra venerdì 19 e lunedì 22 gennaio 2018, considerando eccessi i successivi massimi fino a 24040 e pertanto non strutturali secondo la componente del Fattore Prezzo e la componente del Fattore Tempo.

Oggi scade il quadrato di 144 unità settimanali – pari a 1008 giorni solari – dal massimo del 28 aprile del 2015 – prezzo fatto allora a 23615 – e pertanto la squadratura descritta ancora circa 1 settimana fa con il derivato domestico che si sarebbe trovato ancora a 23615 – 23660/23615 area indicata – si sta materializzando.

Ricordo che partendo dal bottom di 12270 del 24 luglio del 2012, il 61,80% del Fattore Prezzo del quadrato di 144 settimane corrisponde a 11390 punti che sommati al minimo storico di sempre porta a 23660.

  • gennaio 30, 2018
Setup settimanale

La settimana entrante si presenta di setup visto che siamo a 144 settimane dal massimo dell’aprile 2015, a 288 settimane – doppio di 144 – dal bottom storico del 24 luglio 2012 di 12270, e a 432 settimane – triplo di 144 – dal top dell’ottobre del 2009 di 24495.

  • gennaio 28, 2018
Analisi titoli FTSE SPMIB 40 II° parte

Ecco il proseguo dell’analisi dei titoli dell’Indice FTSE SPMIB40:

  • gennaio 28, 2018
La forza dell’euro

Circa 10 giorni fa avevamo detto come il future euro/dollaro avesse toccato l’angolo 1×1 discendente dal massimo dell’8 maggio 2014 di 1,3993 e passante a 1,2340 circa intercettando il target descritto ancora nel 2017 e dichiarato pubblicamente a “Le Fonti Tv” quando ogni mercoledì m’intervistano dalle ore 12:30 alle 13:00.

Sempre 10 giorni fa avevamo anche scritto un articolo apposito spiegando che la rottura dell’angolo avrebbe fatto salire la moneta unica europea fino a 1,25583, livello che è stato toccato ieri dopo le dichiarazioni del Presidente della BCE Mario Draghi, per cui nulla di nuovo sotto questo profilo.

La forza dell’euro e di conseguenza la debolezza del dollaro, stanno portando linfa vitale ai mercati americani che continuano a mietere record su record. La cosa non stupisce visto che il loro setup è fissato per il 18 febbraio del 2018 a conclusione del ciclo rialzista iniziato il 06 marzo del 2009 e rafforzato grazie alla scadenza del ciclo dei 90 mesi avvenuta a settembre del 2016 che ha spinto ulteriormente le quotazioni dopo la formazione di una barra yearly in outside rialzista verificatasi sullo Standard and Poor’s 500, evento rarissimo se si pensa che dalla nascita del Dow Jones avvenuta nel maggio del 1896 solo 6 volte si era verificato questo fatto.

  • gennaio 26, 2018